Patate di Bourcet

Dalla Val Chisone, risalendo a sinistra, si attraversa un vallone impervio e selvaggio che porta su su fino a 1594 metri di quota. Proprio lì, in una borgata ormai disabitata ma da sempre vocata alla coltivazione agricola, nasce la storia della patata di montagna Bourcet. Oggi siamo qui per raccontarvela.

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Ivo Negro

Ivo Negro

È il 1984 quando Ivo Negro, dopo una lunga camminata tra i sentieri di montagna, arriva per la prima volta nella borgata di Bourcet. Intorno a lui ripidi pendii, pascoli e distese di alberi a perdita d’occhio. Ivo ha solo 18 anni ma subisce fin da subito il fascino di quei luoghi splendidi e incontaminati.


Una bella storia

Con i suoi primi risparmi, decide di comprare una delle vecchie baite abbandonate della frazione e, negli anni, mattone dopo mattone, inizia pazientemente a sistemarla. La sua vita nel frattempo si svolge in pianura, dove lavora come artigiano edile, ma i suoi sogni continuano ad essere legati a quel vallone scoperto da ragazzo.

Poi, nel 2007, il coronamento di 25 anni di sforzi. I lavori alla baita vengono ultimati, Ivo si trasferisce a Bourcet e può finalmente concretizzare l’altro suo grande sogno: riportare in vita l’antica coltivazione dalla patata di montagna, espressione autentica della tradizione contadina di quei luoghi.

Oggi Ivo continua a essere l’unico abitante della borgata. Il suo tempo è scandito, come accadeva ai montanari del secolo scorso, esclusivamente dai ritmi della natura e dall’alternanza dei periodi di semina e raccolto. Nei terrazzamenti intorno a Bourcet ha seminato e fatto crescere 8 diverse varietà di patate, a cui l’altitudine, la ricchezza dei terreni e le favorevoli condizioni climatiche conferiscono caratteristiche uniche, pregiate e inconfondibili.

Bourcet

Bourcet vista da ovest


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